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Intervista Con NeuroSight
5 min

Intervista Con NeuroSight

5 min

In questo episodio di Zamnesia Talks discutiamo di politica, strategie di riduzione del danno, mercato nero e lacune nella ricerca sulle droghe. Per saperne di più, leggi il nostro riassunto o ascolta l'episodio completo cliccando sul link sottostante.

Nell'ultimo episodio di Zamnesia Talks abbiamo parlato con Arda ed Ivan di NeuroSight, una ONG focalizzata sulla riduzione dei danni legati alle droghe. Di seguito puoi trovare il link dell'episodio completo o sentirlo direttamente su Spotify.

Il seguente articolo è un breve riassunto di alcuni dei punti più significativi dell'intervista.

Cos'è NeuroSight?

Cos'è NeuroSight?

NeuroSight è una ONG focalizzata sull’uso di droghe che, secondo le parole dei suoi creatori, “aiuta le organizzazioni ad orientarsi per ridurre i danni delle droghe attraverso la politica, la ricerca e l’istruzione”. Questa ONG è composta da tre persone:

  • Arda Ozcubukcu: Ricercatrice politica con una formazione in neuroscienze, Ozcubukcu è anche assistente alla comunicazione presso “Clerkenwell Health” e responsabile dello sviluppo aziendale presso “Drugs and Me” (organizzazione sorella di NeuroSight).
  • Ivan Ezquerra-Romano: Ezquerra-Romano è un ricercatore in neuroscienze che si occupa di attività didattiche. Attualmente, sta sviluppando un modello di intelligenza artificiale per fornire assistenza immediata alle domande relative alle droghe. È cofondatore e dirigente di “Drugs and Me”.
  • Paul North: North è un criminologo e specialista in dipendenze e direttore di “Volteface”, un importante gruppo riformista che si occupa di campagne di sensibilizzazione sulle droghe.

Cosa fa NeuroSight?

NeuroSight cerca di fornire alle organizzazioni le conoscenze e gli strumenti necessari per ridurre i danni causati dal consumo di droghe. Ad esempio, lavorano a stretto contatto con le università per capire meglio come affrontare e gestire il consumo di sostanze stupefacenti. Citando le loro stesse parole, sperano che “gli enti governativi cambino presto la loro politica sulle droghe da ‘tolleranza zero’ a ‘riduzione del danno’”.

Le leggi sulle droghe dovrebbero diventare meno restrittive?

Le leggi sulle droghe dovrebbero diventare meno restrittive?

Le leggi sulle droghe dovrebbero essere riviste per allentare la stretta sui cittadini. Questo non vuol dire necessariamente depenalizzare tutte le droghe, ma semplicemente adottare un approccio più informato e perspicace affinché le riforme possano avere effetti concreti sulla società.

Uno dei problemi dell'attuale legislazione è che raggruppa le droghe in categorie che non specificano nulla sulla loro vera natura. Pertanto, droghe come la psilocibina (funghi allucinogeni) rientrano nella categoria “Schedule 1” nel Regno Unito, la stessa di eroina, cocaina e crack. Ci teniamo ad evidenziare che la psilocibina ha dimostrato di avere proprietà benefiche in campo terapeutico e sembra essere molto sicura per il consumo umano. Questo è solo uno dei tanti esempi di quanto siano obsolete le attuali politiche sulle droghe.

E anche quando le politiche sulle droghe sembrano orientate ai pericoli derivanti dal loro uso, ci sono ancora seri dubbi sul fatto che la legislazione punitiva (attualmente in vigore nella maggior parte del mondo) abbia qualche impatto positivo sulla riduzione del danno. Secondo numerose prove, la rigorosa criminalizzazione delle droghe induce le persone ad assumerle in forme molto più pericolose e ad aver paura di chiedere aiuto in caso di necessità. Inoltre, i procedimenti penali possono spingere le persone verso circoli distruttivi di dipendenza e criminalità.

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Quali effetti potrebbe avere una legge meno restrittiva sulle droghe?

Detto questo, una legislazione sulle droghe più compassionevole ed empatica potrebbe aiutare i governi ad affrontare seriamente gli effetti dell’abuso di droghe, invece di imporsi come autorità che scelgono il “pugno di ferro”.

In primo luogo, una legislazione più rilassata sulle droghe andrebbe a vantaggio dei consumatori, sia di quelli che assumono droghe in modo responsabile che di coloro che invece ne abusano soffrendo le conseguenze.

Inoltre, a seconda di quanto permissive diventeranno le leggi e di quali droghe verranno legalizzate, nasceranno nuove industrie che creeranno nuovi posti di lavoro ed entrate fiscali. Ad esempio, gli Stati Uniti sono la prova schiacciante che l'economia di un Paese può trarre importanti benefici da un settore che passa dall’essere illegale a legale (come nel caso della cannabis).

E anche quando le droghe vengono semplicemente depenalizzate, il lato più oscuro della criminalità legata al loro uso può essere controllato con maggiore facilità. Ad esempio, nei Paesi dove le persone possono autoprodursi liberamente la propria cannabis, i cittadini non hanno più bisogno di rivolgersi a bande criminali che spacciano marijuana e possono procurarsela senza causare danni a nessuno.

Abbiamo bisogno di leggi meno restrittive sulle droghe!

Qual è il modo migliore per ridurre i danni derivanti dall'uso di droghe?

Qual è il modo migliore per ridurre i danni derivanti dall'uso di droghe?

I principali fattori per ridurre i danni delle droghe sono la conoscenza e l'istruzione. Questo concetto si può applicare a diversi livelli.

In primo luogo, i consumatori correranno molti meno rischi se sapranno cosa stanno assumendo, quali sono i veri effetti della sostanza, come le varie droghe interagiscono tra loro e come assumerle in sicurezza. Quindi, a livello del singolo consumatore, la conoscenza e l’istruzione sono fondamentali.

Dall'avvento di internet, i consumatori di droghe hanno trovato le risposte alle loro domande soprattutto sui forum, dove le conoscenze venivano condivise in comunità altamente comprensive ed informate. Nonostante il successo di questi spazi online, è un vero peccato che le scuole e le organizzazioni governative continuino a non offrire alcun tipo di educazione sulle droghe.

Questo ci porta al secondo livello, quello delle istituzioni. Scuole, università, luoghi di lavoro ed altre istituzioni potrebbero contribuire a ridurre i danni legati alle droghe se coloro che vi lavorano ricevessero un’adeguata istruzione in materia. Ciò non significa necessariamente avere una grande quantità di informazioni su come funzionano le droghe, ma piuttosto essere in grado di individuare i segni dell’abuso di sostanze stupefacenti e promuovere un atteggiamento più comprensivo nei confronti di questi problemi, piuttosto che un approccio critico o morale.

Infine, maggiore sarà la nostra conoscenza a livello sociale e globale e migliore sarà la nostra capacità di combattere i danni legati alle droghe. Prendiamo ad esempio il fatto che l’illegalità di molte droghe sta ostacolando la ricerca clinica e la comprensione degli effetti e degli usi. Questo non solo ci impedisce di sapere come usarle a nostro vantaggio, ma in molti casi mancano anche le informazioni essenziali sui loro meccanismi d'azione e su come possano o meno causare danni.

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Dati mancanti negli studi sull'uso delle droghe

Dati mancanti negli studi sull'uso delle droghe

Un ottimo esempio di quanto detto finora è che sappiamo molto poco su come le droghe colpiscano i singoli individui nelle diverse fasi della loro vita. In genere, ci limitiamo a dire che una determinata droga provoca un determinato effetto, ma questa visione non ci permette di conoscere la loro reale potenza.

Ad esempio, secondo alcune ricerche condotte di recente, le donne possono reagire alle droghe in modo diverso a seconda della fase del ciclo mestruale in cui si trovano. Si ritiene che ciò sia dovuto ai differenti livelli ormonali, il che significa che le droghe esercitano i loro effetti in modo diverso. Comprendere la funzione di tali fattori è essenziale se vogliamo avere un quadro completo per definire un consumo sicuro.

Si potrebbe scoprire che l'effetto di certe droghe sul corpo di una donna prima, durante e dopo il ciclo mestruale potrebbe cambiare drasticamente. Comprendere questi aspetti darebbe agli individui molta più libertà d’azione e controllo sui metodi di consumo e potrebbe, in ultima analisi, portare ad un minor numero di decessi prevenibili.

La promessa delle sostanze psichedeliche in medicina

La promessa delle sostanze psichedeliche in medicina

È ormai noto che le droghe psichedeliche mostrano un grande potenziale nelle terapie per trattare e gestire i disturbi di salute mentale. Dal disturbo post-traumatico da stress (DPTS) alla depressione e all'ansia, sembra che le sostanze psichedeliche e la ketamina possano offrire soluzioni laddove i trattamenti convenzionali non sono sufficienti.

Sebbene le sostanze psichedeliche sembrino destinate ad offrire nuovi trattamenti potenzialmente efficaci, dovremo procedere con estrema cautela senza farci trasportare dall'entusiasmo. Ad esempio, la ketamina è una medicina “psichedelica” molto popolare oggi utilizzata in diversi Paesi per trattare la depressione. Tuttavia, c'è da considerare che non conosciamo ancora i suoi meccanismi d'azione e il suo uso può creare dipendenza e danneggiare l'organismo.

Ciò dimostra che, solo perché stiamo scoprendo che alcune droghe sono più utili di quanto pensassimo, non possiamo assolutamente presumere che tutti i cambiamenti saranno positivi.

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NeuroSight: Cambiare la nostra visione delle droghe

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NeuroSight è un'organizzazione alimentata dalla passione di persone che lavorano con amore e compassione. Credono in una società in cui individui, organizzazioni e governi possano adottare un approccio più informato ed intelligente al consumo di droghe, portando in definitiva a meno danni ed esperienze migliori.

Se questo articolo ha stuzzicato il tuo interesse, ascolta l'episodio completo e visita il sito NeuroSight.

Max Sargent
Max Sargent
Max scrive da oltre un decennio e negli ultimi anni si è dedicato al giornalismo sulla cannabis e la psichedelia. Scrivendo per aziende come Zamnesia, Royal Queen Seeds, Cannaconnection, Gorilla Seeds, MushMagic ed altre, ha acquisito ampia esperienza in questo settore.
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